Quando il diritto incontra l’economia – Rassegna cinematografica

QUANDO IL DIRITTO INCONTRA L’ECONOMIA  – Rassegna cinematografica

Da Mercoledì 26 ottobre 2016 / Mercoledì 17 maggio 2017 – 8 film

Como Aula Magna Università dell’Insubria di Sant’Abbondio – Ore 20.30. Ingresso libero.

 

I FILM

  • 26 ottobre – ENRON – L’ECONOMIA DELLA TRUFFA di Alex Gibney
  • 23 novembre – THE TRUE COST di Andrew Morgan
  • 14 dicembre – LA VITA È MERAVIGLIOSA di Frank Capra
  • 19 gennaio – BIUTIFUL COUNTRI di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero
  • 15 febbraio – IL GIOIELLINO di Andrea Molaioli
  • 15 marzo – INSIDE JOB di Charles Ferguson
  • 5 aprile – MARGIN CALL di J. C. Chandor
  • 17 maggio – LA GRANDE SCOMMESSA di Adam McKay

 

Introduzione
Come spiegare la crisi economica degli ultimi anni? Quali sono i veri costi della moda? Qual è stato l’impatto economico della crisi dei rifiuti in Campania? La comprensione di questi fenomeni è apparsa in tutta la sua complessità negli ultimi anni e mette in evidenza le indubbie interrelazioni tra diritto ed economia. Come ha evidenziato anche la recente attribuzione del Nobel per l’economia 2016 a Oliver Hart e a Bengt Holmström, due eminenti studiosi di Law & Economics, l’applicazione congiunta degli strumenti dell’analisi economica e dell’analisi giuridica offre un indubbio vantaggio alla comprensione della complessità della moderna società.
La rassegna cinematografica che qui si presenta offre l’occasione per riflettere su tutte queste problematiche e sul contributo che economia e diritto possono offrire per una più efficiente allocazione delle risorse scarse.
Al confronto interverranno docenti del Dipartimento di Diritto, Economia e Culture e del Dipartimento di Economia dell’Università dell’Insubria che – a partire dal 2017 – collaborano alla costruzione di un percorso formativo congiunto volto ad offrire agli studenti di giurisprudenza uno specifico curriculum economico.

Rassegna Film1

Mercoledì 26 ottobre
ENRON – L’ECONOMIA DELLA TRUFFA di Alex Gibney
Regia: Alex Gibney. Sceneggiatura: Peter Elkind, Alex Gibney e Bethany McLean. Fotografia: Maryse Alberti.
Montaggio: Alison Ellwood. Musiche: Matthew Hause.
Stati Uniti 2005. 110 minuti.

Il film

Tratto dal libro “The smartest guys in the room: the amazing rise and scandalous fall of Enron” di Bethany Mclean e Peter Elkind, il film narra la storia di uno dei peggiori scandali finanziari di tutti i tempi che coinvolse alcuni dei maggiori dirigenti di una delle più grandi società degli Stati Uniti. Nel gennaio del 2002 il Ministero della Giustizia degli USA conferma di aver avviato un procedimento penale contro la Enron, una delle più grandi società energetiche degli Stati Uniti. Viene alla luce uno dei peggiori scandali finanziari di tutti i tempi che ha coinvolto i principali dirigenti, accusati di aver rubato più di un miliardo di dollari mentre investitori e impiegati hanno perso tutto. Il documentario porta allo scoperto gli eccessi e la cupidigia dei manager della Enron e il totale vuoto morale che era alla base della cosiddetta “filosofia aziendale”. Attraverso testimonianze e registrazioni audio e video, con le voci degli operatori finanziari che spiegano come sono riusciti a guadagnare centinaia di milioni di dollari approfittando della crisi energetica della California, il film rileva la duplice convinzione alla base del capitalismo finanziario, ossia che l’avidità del singolo porta benessere per tutti e costringe un sistema imperfetto quale quello del liberismo selvaggio a correggersi da solo. Il film offre anche lo spunto per analizzare in maniera approfondita l’impressionante effetto domino che la cupidigia e l’avarizia degli operatori finanziari e dei dirigenti della Enron hanno avuto sulla nostra economia, con conseguenze nefaste che potrebbero farsi sentire per diversi decenni a venire.

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Interviene
Marcello Spanò
Insegna Economia Internazionale al Dipartimento di Economia dell’Università dell’Insubria (Varese). Ha conseguito un PhD in Economics all’Università di York (UK) e un Dottorato in Economia all’Università di Pavia. La sua ricerca attuale riguarda le crisi economiche e finanziarie e gli squilibri dell’economia globale.

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Mercoledì 23 novembre
THE TRUE COST di Andrew Morgan
Regia: Andrew Morgan. Sceneaggitura: Andrea Morgan. Fotografia: Andree Morgan e Michael Ross. Montaggio:
Michael Ross.
Stati Uniti 2015. 92 minuti.
Il film

Un report in giro per il mondo, dalle passerelle più glamour ai quartieri maggiormente bui e disagiati, con l’obiettivo di riflettere sull’impatto umano embientale dell’industria della moda. I consumi, i costi, la tendenza al ‘fast fashion’, punti di approdo e partenza di aziende e brand, capitalismo e globalizzazione, ma anche un certo tipo di speculazione, che in alcuni casi ha portato a situazioni drammatiche. Tutto questo per indagare ora su come creare un futuro migliore, etico e sostenibile. Completo di interviste affascinanti con giornalisti che scrivono sulla giustizia sociale nel mondo, economisti con una visione diversa sul valore dei soldi, anche psicologi che studiano l’effetto del consumismo sugli esseri umani; con immagini strazio dopo il crollo dell’edificio di Rana Plaza in Bangladesh, e interlacciato con le storie personali delle donne che lavorano in queste fabbriche, “The True Cost” è un film che supera il cosiddetto documentario. Diventa invece un indice di riferimento per riscoprire la nostra umanità, e capire che il nostro consumismo, il nostro bisogno per avere sempre di più a sempre meno non deve però avere un costo umano. Un percorso dettagliato scandito da dati, e soprattutto analisi condotte dai massimi nomi di questo settore, dalla designer Stella McCartney all’attivista e ambientalista Vandana Shiva, fino a Livia Firth, produttrice esecutiva e Creative Director di Eco-Age. Un progetto unico e globale, capace di raccontare storie e persone, per cercare alternative e soluzioni, con un interrogativo di fondo: é possibile cambiare il mondo partendo da quello che indossiamo? Forse sì.

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Intervengono
Barbara Pozzo
Professore ordinario di Diritto Privato Comparato presso il Dipartimento di diritto economia e culture, di cui è anche Direttore. Si è laureata presso l’Università degli Studi di Milano ed ha conseguito il dottorato di ricerca in diritto comparato all’Università di Firenze. Si è specializzata presso il Max-Planck Institut di Amburgo (Germania) e presso la Faculté Internationale de Droit Comparé di Strasburgo (Francia). E’ stata più volte visiting professor negli Stati Uniti (Fordham University di New York; University of California at Davis; Louisiana State University). E’ Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Diritto Comparato, fondato assieme alle Università degli Studi di Milano e Bologna, ed è coordinatore del Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale. Dirige le Collane Le lingue del diritto e Diritto ed Economia dell’Ambiente, entrambe edite da Giuffrè – Milano.
Fulvio Alvisi
Imprenditore tessile, titolare della “Alvisi e Alvisi” studio di design che ricerca tendenze e propone disegni e consulenze in tutto il mondo. Insegna “textile design” nei corsi di fashion allo Ied Milano. Presidente Associazione Italiana Disegnatori Tessili, già vicepresidente della CCIAA di Como, impegnato in diverse istituzioni per la tutela della proprietà intellettuale e del made in Italy. Si firma ” il tessitore” sul quotidiano “La Provincia”.

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Mercoledì 14 dicembre
LA VITA È MERAVIGLIOSA di Frank Capra
Regia: Frank Capra. Sceneggiatura: Frances Goodrich, Albert Hackett, Frank Capra, Jo Swerling, Michael Wilson.
Fotografia: Joseph F. Biroc, Joseph Walker, Victor Milner. Montaggio: William Hornbeck. Musiche: Dimitri Tiomkin.
Interpreti: James Stewart, Donna Reed: Mary Hatch Bailey, Lionel Barrymore, Thomas Mitchell, Henry Travers.
Stati Uniti 1946. 131 minuti.

Il film

Nessuno come Frank Capra era stato capace nel primo quindicennio dell’epoca sonora del cinema a mettere d’accordo categorie sociali tanto distanti (successi di critica, successi di pubblico, piogge di premi), sebbene abbia sempre puntualizzato che il suo lavoro era fatto per la cosiddetta “gente comune”. Benché oggi sia considerato il suo film più noto e rappresentativo, alla sua uscita “La vita è meravigliosa” venne accolto molto tiepidamente da un pubblico che lo giudicò troppo deprimente e moderatamente bene ma senza entusiasmi dalla critica. E con molti dubbi dalle istituzioni: l’FBI emise un comunicato ufficiale lamentandosi di una presunta propaganda comunista, percepibile attraverso temi populisti e nel ritratto poco lusinghiero fatto dei banchieri di
città. Negli anni 70, esauriti e non rinnovati i diritti, finì per essere trasmesso gratuitamente e con regolarità dalle tv americane, che lo adottarono a film natalizio per eccellenza.

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immagine7Alla base della pellicola c’è “The Greatest Gift” un racconto di Philip Van DorenStern, del 1939, da cui Capra trae una strepitosa parabola dickensiana che trova il suo apice negli ultimi celeberrimi 40 minuti. La storia è nota: a causa della sbadataggine dello zio Billy, perso il denaro necessario per mantenere personalmente l’azienda di famiglia, George è sull’orlo della disperazione tanto da meditare il suicidio. A quel punto, inviato da Dio, gli viene in soccorso l’angelo di seconda classe Clarence che, se riuscirà a dissuadere il protagonista da questo atto estremo, si guadagnerà le ali. Per far ciò lo mette di fronte a una realtà alternativa, un mondo in cui George Bailey non è mai nato. Un abisso spazio temporale dove la cittadina è ridotta a un campo di sconsolata povertà, un territorio dominato dal dio denaro, dall’alcol, dal sesso. Un mondo alternativo che mette in  discussione o forse demolisce il sogno americano su cui tanto si fantasticava in precedenza. A quel punto all’uomo non resta che l’anima propria unita a quella dei suoi cari. La più alta unione terrena che, quando la campana suona e l’angelo avrà messo le ali, non può che portarci nella più onesta e liberatoria commozione che il cinema abbia mai offerto.

Intervengono
Serenella Rossi
Ordinario di diritto commerciale, è Presidente del Collegio Sindacale Edison Spa e componente dell’Arbitro Bancario e Finanziario presso la Banca d’Italia, Membro del Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Sondrio. Dal 2002 dirige la Collana “Diritto delle società e dei mercati finanziari” (IPSOA). Dal 2006 è nel comitato scientifico della rivista on line “Quadrimestre di Business and Tax”. Dal 2007 è nella redazione della “Rivista di diritto societario” (Giappichelli). Dal 2011 è nel Comitato scientifico e nel consiglio direttivo della Rivista “Osservatorio di diritto civile e commerciale” (Il Mulino). Dal 2010 è membro dell”Associazione “Orizzonti del diritto commerciale” (associazione nazionale dei professori di diritto commerciale italiani). Dal 2012 è nel Comitato
scientifico dell”Istituto per il Governo societario.
Giuseppe Porro
Dopo essersi laureato in Discipline Economiche e Sociali all’Università “L. Bocconi” di Milano, ha successivamente conseguito il Master in Economics presso la University of Salford, Salford (UK). Ha ottenuto il titolo di Dottore di ricerca in Economia Politica presso l’ Università degli Studi di Pavia. I suoi interessi di ricerca si concentrano sull’Economia del lavoro, l’Economia dell’istruzione, la Valutazione quantitativa delle politiche economiche. E’ Co-fondatore del progetto Voices from the Blogs (http://voicesfromtheblogs.com/) per l’applicazione della sentiment analysis alle opinioni espresse attraverso la rete Internet.

 

Mercoledì 19 gennaio
BIÙTIFUL COUNTRI
di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero
Regia: Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio, Peppe Ruggiero. Sceneggiatura: Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio, Peppe Ruggiero. Fotografia: Alessandro Abate. Montaggio: Esmeralda Calabria. Musiche: Valerio
Lupo Faggioni, Guido Zen.
Italia 2007. 83 minuti.

immagine8Il film
Il film affronta il tema della crisi dei rifiuti in Campania e dell’inquinamento nella regione italiana, focalizzandosi sui problemi delle innumerevoli discariche abusive,  dell’ecomafia e delle conseguenze dell’inquinamento sull’allevamento, in particolare delle pecore, e sull’agricoltura, oltre a fornire degli indizi sul fatturato derivante dallo smaltimento illegale dei rifiuti. Il film rappresenta l’avvelenamento lento della popolazione a causa dell’inquinamento causato dalla camorra con la neanche tanto tacita complicità dei poteri politici ed economici. Il documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero, è fatto di materiale più reale del reale, una grande storia di impegno civile sostenuta da una narrazione poetica originale, che racconta un territorio umano e geografico lasciato a se stesso. Gli agricoltori e i pastori campani sono soli contro le sopraffazioni e la ricerca del profitto, contro i trafficanti di rifiuti e la camorra casertana, contro le connivenze tra imprenditoria e politici, contro l’assenza dei controlli e l’arroganza dei poteri forti, contro il silenzio della stampa e la complicità degli organi statali. Nella biùtiful cauntri del titolo, brevi ritratti senza parole ma densi di dolore si alternano con le testimonianze di un’allevatrice di agnelli, di agricoltori, di pastori, di un sindaco, di un procuratore e di un educatore ambientale, in lotta perenne con i crimini del territorio e con una forza che avvelena i loro cari, le loro terre e i prodotti che finiscono sulle nostre tavole.

 

 

 

 

Intervengono
Barbara Pozzo
Professore ordinario di Diritto Privato Comparato presso il Dipartimento di diritto economia e culture, di cui è anche Direttore. Si è laureata presso  l’Università degli Studi di Milano ed ha conseguito il dottorato di ricerca in diritto comparato all’Università di Firenze. Si è specializzata presso il Max-Planck Institut di Amburgo (Germania) e presso la Faculté Internationale de Droit Comparé di Strasburgo (Francia). E’ stata più volte visiting professor negli Stati Uniti (Fordham University di New York; University of California at Davis; Louisiana State University). E’ Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Diritto Comparato, fondato assieme alle Università degli Studi di Milano e Bologna, ed è coordinatore del Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e  Culturale. Dirige le Collane Le lingue del diritto e Diritto ed Economia dell’Ambiente, entrambe edite da Giuffrè – Milano.
Carlo Dossi
E’ professore ordinario di Chimica Analitica presso il Dipartimento di scienze teoriche e applicate. Dopo aver conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Chimiche all’Università degli studi di Milano, è stato visiting scholar presso il Center for Catalysis and Surface Science della Northwestern University a Evanston, Illinois (Stati Uniti). E’ coordinatore dei corsi di Laurea triennale in Scienze dell’Ambiente e della natura, e magistrale in Scienze Ambientali. E’ Direttore della Scuola di Specializzazione sul rischio chimico.

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Mercoledì 15 febbraio
IL GIOIELLINO di Andrea Molaioli
Regia: Andrea Molaioli. Sceneggiatura: Ludovica Rampoldi, Gabriele Romagnoli, Andrea Molaioli, Fotografia: Luca Bigazzi. Montaggio: Giogiò Franchini. Musiche: Teho Teardo. Interpreti: Toni Servillo, Remo Girone, Sarah Felberbaum, Laura Aliprandi, Lino Guanciale, Filippo Magnaghi.
Italia 2011. 110 minuti.

Il film

I titoli di coda del film si concludono con la frase: “La storia di questo film è ispirata a fatti realmente accaduti analizzati attraverso lo studio di materiale pubblico e di articoli di stampa. Tuttavia, alcuni personaggi e molti fatti narrati sono frutto d’invenzione e di creazione artistica degli autori”. Ispirata ai crac finanziari verificatisi negli ultimi anni e idealmente prossimo al caso Parmalat, il film di Andrea Molaioli scava letteralmente nel terreno molle della finanza creativa, nel gioco d’azzardo perpetrato per far rientrare debiti di speculazioni insane o per fuggire in terrestri paradisi fiscali. Un film che approfondisce il comportamento sociale e privato di un imperatore del latte, dei suoi cortigiani, dei suoi cassieri, dei suoi contabili, dei suoi figli e dei suoi nipoti, la cui determinazione si volge in spregiudicatezza, degenerando in avidità e assenza di scrupoli. Il film inscena l’insieme di teorie e prassi alla base di una politica finanziaria virtuale e drogata, che rivela sognatori megalomani sbrigliati in una cupidigia giocata a tutto campo con gusto del rischio e una sfrontata sicurezza. Figure esaltate e gonfiate come i bilanci certificati sulle loro scrivanie, che anticipano la caduta e tracciano la parabola di un disfacimento morale. Persone prima che personaggi partoriti dalla benevolenza della provincia, che il regista osserva a distanza, senza simpatie o condanne, producendosi in un discorso sulla condizione dell’uomo che non concede tempo alla sua coscienza e intraprende un destino di distruzione. Giocatori d’azzardo che avevano tutto da nascondere e una faccia pulita da dichiarare.

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Interviene
Serenella Rossi
Ordinario di diritto commerciale, è Presidente del Collegio Sindacale Edison Spa e componente dell’Arbitro Bancario e Finanziario presso la Banca d’Italia, Membro del Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Sondrio. Dal 2002 dirige la Collana “Diritto delle società e dei mercati finanziari” (IPSOA). Dal 2006 è nel comitato scientifico della rivista on line “Quadrimestre di Business and Tax”. Dal 2007 è nella redazione della “Rivista di diritto societario” (Giappichelli). Dal 2011 è nel Comitato scientifico e nel consiglio direttivo della Rivista “Osservatorio di diritto civile e commerciale” (Il Mulino). Dal 2010 è membro dell”Associazione “Orizzonti del diritto commerciale” (associazione nazionale dei professori di diritto commerciale italiani). Dal 2012 è nel Comitato
scientifico dell”Istituto per il Governo societario.

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Mercoledì 15 marzo
INSIDE JOB di Charles Ferguson
Regia: Charles Ferguson. Sceneggiatura: Charles Ferguson, Chad Beck e Adam Bolt. Fotografia: Svetlana Cvetko e Kalyanee Mam. Montaggio: Chad Beck e Adam Bolt. Musiche: Alex Heffes.
Stati Uniti 2010. 120 minuti.

Il film
“Inside Job”, vincitore dell’Oscar come miglior documentario nel 2011, parte dall’Islanda per spiegare, meglio di ogni altro, la crisi finanziaria del 2008. Parte dall’Islanda per spiegare la crisi di Wall Street e dell’economia mondiale, perché la crisi finanziaria dell’isola atlantica è stato il preludio alla tempesta perfetta. “E’ stato come per le volpi avere l’accesso all’interno del pollaio”, dice uno degli intervistati descrivendo l’operato degli executives delle società finanziarie dopo la deregulation iniziata da Reagan negli anni ’80. Un resoconto spietato di quanta avidità e mancanza di scrupoli ci siano dietro la crisi finanziaria che ha provocato, a partire dal 2008, la perdita di milioni di posti di lavoro. Una ricostruzione sconcertante dei rapporti tra strutture finanziarie e membri dell’esecutivo, delle dannose conseguenze dei conflitti di interesse nei rapporti tra mercato e governo. L’opera più completa ed esaustiva in materia, tutta costruita sulle voci dei protagonisti, intervistati con ritmo e spinti a offrire risposte comprensibili. Charles Ferguson divide tutto in capitoli, spiega con calma e utilizza realmente gli strumenti del documentario per costruire un racconto comprensibile di una realtà complessa e sfaccettata.

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“Inside Job”, espressione inglese per indicare appunto il crimine commesso da chi ha mani in pasta, racconta l’assassinio dell’economia mondiale come se fosse un giallo. E raccoglie, oltre a una scheda di ogni persona intervistata, anche il rosario di quelli che hanno rifiutato un’intervista al regista Charles Ferguson. Fra questi: Mary Shapiro della Sec, Daniel Mudd della statalizzata Fannie Mae, Lawrence Summers, consigliere economico di Barack Obama, Alan Greenspan, ex presidente della Federal Reserve, Lloyd Blankfein di Goldman Sachs, Charles Prince di Citigroup, Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve e Henry Paulson, ex segretario del Tesoro dell’amministrazione Bush.

Interviene
Alessandro Panno
Si laurea in Economia Politica nel 1995. Consegue successivamente il Master of Science in Financial Economics presso il Queen Mary And Westfield College alla University of London. I suoi interessi di ricerca concernono la struttura del capitale delle imprese, i profili valutativi e le dinamiche di valore degli intangible assets, la misurazione della performance aziendale e l’evoluzione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS. E’ docente di economia aziendale presso il Corso di Laurea.

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Mercoledì 5 aprile
MARGIN CALL di J. C. Chandor
Regia: J. C. Chandor. Sceneggiatura: J. C. Chandor. Fotografia: Frank G. DeMarco. Montaggio: Pete Beaudreau.
Musiche: Nathan Larson. Interpreti: Kevin Spacey, Paul Bettany, Jeremy Irons, Zachary Quinto, Pen Badgley.
Stati Uniti 2011. 107 minuti.

Il film
Il racconto si svolge nell’arco di 24 ore presso una banca d’investimento e si concentra sulla grande recessione del 2008. La trama è incentrata sui meccanismi della creazione e diffusione dei cosiddetti mutui subprime, ovvero di quei titoli di finanza a reddito fisso prevalentemente legati al mercato immobiliare che hanno innescato la crisi. J.C. Chandor affronta il tema con stile lento, riflessivo e compassato. La storia prende avvio dall’alto. Ultimi piani di un grattacielo di New York. Lì, a contatto con le nuvole, i flussi finanziari decollano. In uno spazio limitato di una banca che specula sul credito, con brutale freddezza vengono messi alla porta un bel po’ di dirigenti. Gli vengono concessi pochi minuti per raccogliere gli effetti personali, passare in cassa a ritirare il cospicuo assegno e tornarsene a casa. Bisogna limare i costi. Fra i licenziati, uno sta studiando lo stato di salute della banca. Ha intuito che non è più florido. Anzi, è sull’orlo del collasso. Ma deve mollare. Riesce però a passare la palla (la chiavetta con i dati) a un giovane analista. Questi, un genio dei numeri, ingegnere spaziale prestato alla finanza, ci mette poco a disegnare il quadro da coma profondo. All’apertura della giornata di lavoro ci sono stati i licenziamenti, verso le undici di sera l’analista ha scoperto il mare di guai sul quale è seduto. Quella di “Margin Call” è una storia esemplare innanzitutto per come è scritta. Non rimanda ai tanti nomi concreti della cronaca, non ci sono politici da tirare per la giacchetta, né ministri o sottosegretari da consultare. Si deve operare, in fretta e basta. L’azienda va salvata. Il resto va buttato a mare. E non ci sono pentiti, né titubanti, né indignati. Alla fine tutti in marcia compatti verso il successo o la rovina. Tutti, anche i perdenti, hanno qualcosa di grosso da guadagnare: un bell’assegno di liquidazione.

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Interviene
Giorgio Zamperetti
Professore ordinario di diritto commerciale nel Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, è titolare dei corsi di Diritto commerciale progredito nel corso di laurea in giurisprudenza e di Law and Humanities nel corso di laurea in Scienze della mediazione linguistica. Autore di monografie e di numerose pubblicazioni, nonché curatore di opere collettanee, nell’ambito del diritto commerciale i suoi interessi sono incentrati su temi della Corporate Governance e della tutela del risparmio; è consulente esperto della Commissione Finanze della Camera dei Deputati in materia di tutela del risparmio nonché organo di procedure di crisi di intermediari finanziari per conto della Banca d’Italia.

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Mercoledì 17 maggio
LA GRANDE SCOMMESSA di Adam McKay
Regia: Adam McKay. Sceneggiatura: Adam McKay, Charles Randolph. Fotografia: Barry Ackroyd. Montaggio: Hank Corwin. Musiche: Nicholas Britell. Interpreti: Christian Bale, Steve Carell:, Ryan Gosling, Brad, Melissa Leo.
Stati Uniti 2015. 130 minuti.

Il film
Adam McKay racconta le vicende di tre gruppi di persone che venuti a conoscenza dell’instabilità del mercato immobiliare americano, si operano per trarne grandi profitti scommettendo contro il mercato stesso. Una materia non semplice, quella raccontata nel film, un calderone di concetti apparentemente lontani anni luce dal consumatore medio. Mettendo insieme finzione e realtà, documentando una vicenda vera utilizzando piccoli espedienti di grande impatto, il film riesce nel compito di raccontare con vividezza la vita e il modus operandi degli operatoti della finanza. Anzitutto con un montaggio dinamico e fresco alterna le tre diverse trame verticali con immagini reali dello scorso decennio, accorpando il racconto cinematografico a documenti autentici che ne amplificano la forza descrittiva. Trattandosi di un argomento difficile ai più, il lavoro risulta particolarmente curato e movimentato. La sceneggiatura, tratta dal romanzo di Michael Lewis “The Big Short – Il grande scoperto”, ottimamente scritta da Adam McKay e Charles Randolph, fonde terminologia economica con dialoghi ben strutturati di rara efficacia per spiegare concetti complessi.

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L’idea di porre un narratore che spesso si rivolge allo spettatore, rompendo la quarta parete, è un trucco originale e ben sfruttato che diverte e al tempo stesso lega ancor di più il film a chi lo guarda. Uno straordinario montaggio, uno script ambizioso e un gruppo di attori ben calati nei propri ruoli rendono il film un lavoro originale in grado di raccontare senza mezzi termini, seppur con l’ausilio di licenze poetiche, l’intricato mondo dell’economia finanziaria.

Interviene
Giuseppe Colangelo
Professore Ordinario di Economia Politica e Pro-Rettore Vicario dell’Università dell’Insubria. E’ Responsabile del Corso di Laurea in Scienze del Turismo. Dopo essersi laureato in Economia e Commercio alla Libera Università Internazionale per gli Studi Sociali (LUISS) di Roma ha conseguito un Master in Economics alla London School of Economics. Nel 1993 ha conseguito il suo Ph.D. in Economics al Birkbeck College, della University of London. Successivamente è stato Fellow nel Dipartimento di Economia dell’Istituto per gli Studi Avanzati di Vienna, Austria. E’ autore di numerose pubblicazioni sia in italiano che in inglese.

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Rassegna a cura di:
Barbara Pozzo

Professore ordinario di Diritto Privato Comparato presso il Dipartimento di diritto economia e culture, di cui è anche Direttore. Si è laureata presso l’Università degli Studi di Milano ed ha conseguito il dottorato di ricerca in diritto comparato all’Università di Firenze. Si è specializzata presso il Max-Planck Institut di Amburgo (Germania) e presso la Faculté Internationale de Droit Comparé di Strasburgo (Francia). E’ stata più volte visiting professor negli Stati Uniti (Fordham University di New York; University of California at Davis; Louisiana State University). E’ Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Diritto Comparato, fondato assieme alle Università degli Studi di Milano e Bologna, ed è coordinatore del Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale. Dirige le Collane Le lingue del diritto e Diritto ed Economia dell’Ambiente, entrambe edite da Giuffrè – Milano.

Alberto Cano

Da oltre vent’anni è ideatore, curatore e promotore di incontri d’arte cinematografica. Cineforum di cinema internazionale contemporaneo, rassegne storiche, percorsi tematici, cicli per le scuole, eventi multimediali, incontro tra cinema, musica, arte visiva, teatro. I diversi progetti, tutti volti a divulgare il valore etico ed estetico della cultura cinematografica, svolti dal 1992, direttamente o quale consulente di importanti enti pubblici e privati, fondazioni e associazioni culturali, hanno coinvolto cinema, teatri, gallerie d’arte, locali pubblici, suggestive scenografie naturali o storiche, quali parchi, piazze, architetture urbane, in una ricerca tesa a coniugare in modo peculiare eventi culturali e luoghi storici del territorio comasco. Nel 2013 ha ideato e organizzato il “Lake Como Film Festival” dedicato al cinema di paesaggio, giunto nel luglio 2016 alla sua quarta edizione.

Alle serate parteciperà Maria Pierro, artefice del corso congiunto tra diritto ed economia presso l’Università dell’Insubria.

Maria Pierro

Professore associato di diritto tributario, presso il Dipartimento di Economia dell’Università degli studi dell’Insubria, di cui è direttore Vicario. Direttore del corso di laurea di economia diritto e finanza d’impresa. Membro del collegio docenti del dottorato in Metodi e Modelli per le decisioni economiche. Coordinatore del Master di Secondo Livello in diritto tributario – Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano (Direttore Prof. M. Logozzo). Si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Pavia e ha conseguito il dottorato di ricerca in diritto tributario. Autrice di vari articoli, diversi saggi e due monografie. Temi di interesse principale sono il procedimento tributario e la tassazione delle attività finanziarie. Svolge attività di docenza in diversi dottorati di ricerca e in corsi di specializzazione e master di diritto tributario. Fa parte del comitato scientifico della rivista Innovazione e diritto: Rivista di diritto tributario e diritto del lavoro. E’ avvocato dal 1995 e iscritta all’albo speciale del Foro di Como.

In collaborazione con Lake Como Film Festival
Con il patrocinio del Comune di Como, Associazione Giustizia e Democrazia, Camera Civile di Como
A cura di Barbara Pozzo e Alberto Cano